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Nell'Atelier di Görlig Stig troverete una selezione di opere tra le più rappresentative del percorso artistico dell'artista.
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Opera #44af3a8c
Görlig Stig, 2021
Görlig Stig è un artista dalla matrice fortemente espressionista. Le sue opere, pregne di coori e sagome in torsione, indagano l'umano e l'inconscio attraverso rievocazioni e impressioni che colgono nel profondo l o spettatore. L'opera "Salto" rappresenta un fanciullo nel momento fisico di massima tensione, le gambe e le braccia sono sollevate all'apice dello slancio mentre lo sfondo è annullato da una serie di pennellate rosse che pervadono anche la sagoma del bambino, eliminandone parzialmente il volume. La tridimensionalità è del tutto nulla, colore e linea si fondono, spazio e corpo diventano un tutt'uno e ciò che resta dell'opera è l'estrema sintesi del gesto: il salto. Il dinamismo non è presente solo nell'azione suggerita dal titolo e dall'anatomia del corpo, ma anche dalla linea, che si attorciglia e si costruisce sulla figura come se fosse stata tracciata attraverso un unico, fluido, movimento, e dalla sagoma stessa che si costruisce su questa linea nello spazio della tela, dando l'impressione di volerne uscire con un unico balzo. Il viso del bambino, come nella maggior parte dei volti dei soggetti nelle opere di Stig, non è ben riconoscibile, il mistero e l'ambiguità sono un tramite dal nostro occhio al nostro inconscio, che si riconosce (o riconosce l'altro) all'interno di questa figura, inoltre, il tratto irrequieto trasmette sensazioni lampanti e intraducibili, proprie di ciascuno e uniche nel loro genere che rendono le opere di questo artista un occasione di indagine del nostro subconscio.

Opera #4f5bbd05
Görlig Stig, 2019
In questo quadro possiamo osservare una figura di torso vista frontalmente, con le braccia tese davanti, come a dover sorreggere il proprio peso; questo è caratterizzato da una vividezza di particolari che lo rendono verosimile, come le vene delle braccia, che dai polsi salgono fino ai muscoli sulle spalle, o ancora lo spazio tra i pettorali che si fa più piccolo dal modo in cui le braccia comprimono gli stessi, o ancora i palmi resi frontalmente e piegati all’indietro, ed infine i muscoli delle spalle che scendono lateralmente lungo le braccia. La figura, però, non è intera, infatti mancano il capo e le gambe, dalle anche in giù, ma il tutto balza maggiormente all’occhio grazie alla spessa striscia di bianco che lo circonda quasi a dividere la figura centrale dallo sfondo; questo è dorato, attraversato da linee di colore più scuro, quasi a voler rendere il tutto più etereo. Il busto stesso, la figura centrale del quadro, non è tangibile ma, anzi, sembra quasi impalpabile. L’unica cosa dell’opera che sembra essere un ricongiungimento col mondo terreno e basso in cui viviamo, è la banconota da 5€ posta nella parte centrale – sinistra della figura, lungo il braccio sinistro. Inoltre, sotto ai palmi troviamo dei rivoli di sangue che si ripetono anche lateralmente; forse tutto ciò rende ancora più interessante il quadro, che unisce aspetti materiali, come i soldi, ad aspetti eterei, come la composizione stessa del busto nell’opera, che presenta anche dei voluti errori di costruzione anatomici. Immancabile a firma dell’artista, che però in questo caso quasi si mimetizza con il dipinto stesso, è resa quasi intangibile.

Opera #861c5a98
Görlig Stig, 2021
Ciascuna opera di Görlig Stig, possiede una doppia qualità, epidermica, sensoriale, ed emozionale, la sua opera è capace di arrivare al centro pulsante e vivo degli oggetti, spogliandoli di qualsivoglia orpello esteriore, scarnificandoli e riportandoli ad un’essenzialità che va oltre la pura rappresentazione, per arrivare a ritrarre l’incisiva istantanea di un sentimento. Tale sentimento ci arriva e appare come un’impressione improvvisa, derivata da una qualità esterna dell’ambiente, oppure affiorante subitaneamente alla coscienza, in un percorso che prevede una apparentemente tormentata spoliazione del proprio sé, alla ricerca della Verità ultima, sul mondo e sulla Natura. Le figure disegnate e dipinte sono principalmente autoritratti, ma nell’ossessiva autoriproduzione di sé non è affatto un autocompiacimento narcisistico quello che si evince, quanto uno studio attento, accurato e scrupoloso, dell’anatomia e dell’anima dell’uomo: il soggettivo diviene oggettivo, il particolare diviene generale, e l’identità si scinde in ogni uomo. Principali soggetti dei suoi dipinti e disegni sono infatti corpi, ma anche paesaggi e sovente alberi: entrambi questi possiedono delle peculiari “ramificazioni”, che come fili collegano giunture, muscoli, vene, rami, foglie; allo stesso modo in cui il corpo è spogliato dagli eccessi e ridotto a struttura, architettura vivente, che protende le membra quali diramazioni che dal nucleo centrale lo collegano all’esterno e al tutto, così gli alberi e gli altri elementi naturali sembrano connettersi al di là di sé, verso il cielo, e ancorarsi saldamente alla terra per trovare un appiglio. La pittura di Görlig Stig è fortemente e imprescindibilmente espressionista, coniuga antecedenti derivati dall’Espressionismo Viennese di Egon Schiele in prima istanza, all’estremo dolore di vivere, manifestato dall’”esplosione” dei corpi in Francis Bacon, fino alla spersonalizzazione degli “Otages” di un grande espressionista astratto quale Jean Fautrier: dal disagio concreto della prigionia, alla macerazione interiore per indagare il senso dell’esistenza umana e delle cose del mondo. Una ricerca che è altresì piacere, non solo dolore, per un’innata propensione a voler procedere oltre la superficie. Nell’arte di Görlig Stig si mescolano una naturale inclinazione alla costruzione e scomposizione dei corpi e dei dati reali, una predilezione per tonalità cupe, introspettive: bruni verdi, gialli acidi e ocra in particolare, ma anche spesso l’inserzione di materiali vari a collages, che producono spessore, riflessi che generano” aperture”, squarci o varchi su una possibile verità che si disvela. L’opera “Abbraccio Liquido” testimonia quanto descritto: la maestria del disegno che definisce torso, braccia e mani delle due figure che dovrebbero essere avvinte, lascia spazio alla frantumazione dei corpi stessi, evidentemente ridotti a brandelli, quasi risucchiati dall’oscurità che campeggia dal fondo. Le braccia della figura retrostante, definita in bianco, oltrepassano il dorso della figura anteposta in primo piano: ciò a testimoniare l’enigmaticità dell’Amore, di cui non ci è concesso conoscere la vera sostanza, poiché essa dipende sempre dall’esperienza soggettiva, dall’individuale empatia e volontà, nel desiderio di un contatto sincero ma forse fondamentalmente illusorio.

Opera #f6801e6b
Görlig Stig, 2014
L'opera nasce da un sogno ricorrente dell'artista.

Opera #1c83a38c
Görlig Stig, 2024
La ragazza dai capelli di fuoco porta un pedente a goccia e guarda l'osservatore dritto negli occhi. L'opera è il ritratto di una giovane donna molto importante per l'artista.

Opera #53b65f7e
Görlig Stig, 2025
Icaro guarda il sole non curante di chi alle sue spalle lo osserva. Noi lo sappiamo le sue ali sono di cera lui invece sa solo che il sole è il suo abiettivo, la libertà che gli costerà la vita.

Opera #89ae49a7
Görlig Stig, 2020
L'opera di Görlig Stig racchiude la matrice espressiva tipica dell'artista, dove le figure segnate da un tratto irrequieto ricordano quelle di Egon Shiele. In questo quadro viene rappresentata la sagoma di un bambino, abbozzata da una linea bianca e spessa, che sfuma i suoi contorni fino a inglobare lo sfondo nella figura del fanciullo, uno spazio segnato da sinuose incisioni che si propagano su tutta la superficie del quadro. A loro volta i tratti viola, composti da grandi pennelate materiche, assumono forma di piume d'uccello grazie a pochi semplici tratti caratterizzanti, sferzando l'opera attraverso una direzione diagonale che le dona dinamicità. Questi elementi che sviscerati assumono il tono di una narrazione rivelano attraverso la lettura del titolo l'elemento caratterizzante dell'aria, riprodotta dalla simbologia delle piume, dalla loro disposizione obliqua che ne lascia intuire un movimento fluido e dinamico, e per finire dalla forma incorporea del fanciullo, che ne viene attraversata, come fosse un fantasma. La sapiente capacità tecnica dell'artista ancora una volta si trasforma in suggestioni emotive di forme e colori, i tratti della mano così espressivi si rifanno a quelli del volto, che viene parzialmente svelato attraverso punti di luce bianchi, ben visibili nella luminosità dell'occhio de fanciullo.

Opera #61a1950e
Görlig Stig, 2016
Anche in quest’opera troviamo l’intangibilità che contraddistingue le opere dell’artista; l’attenzione, questa volta, è richiamata dall’occhio posto al centro del quadro, realizzato in maniera molto realistica, dal caldo colore castano dell’iride che rimanda ad un aspetto di normalità e pacatezza, tranquillizzando l’osservatore. Tutto, però, si trasforma quando, continuando ad osservare l’opera, si incontrano quelle mani, nere e dorate, che dal nulla, senza un corpo, compaiono a palmi aperti verso lo spettatore, quasi a volersi sporgere per afferrarci. Il nero delle mani, si amalgama con quello dello sfondo, quasi a significare che siamo state create dallo stesso, fatte della stessa sostanza; l’opera è piena di questa mistione tra bianco e nero, che ricoprono e costituiscono il fondale dell’opera stessa. Ma un altro elemento importante per la resa dell’opera è quel filo rosso, dipinto, che contorna le mani, quasi disegnandole, ma che poi si sposta vagando per il resto della tela. Qui sono presenti anche quattro tagli, due laterali e due posti sopra l’occhio, quasi a sottolineare l’arcata sopraccigliare. Anche questi, come il resto degli elementi presenti, rendono l’aspetto poco tranquillizzante che suscita all’osservatore uno strano senso di fascino, dovuto soprattutto all’occhio centrale che ti osserva con quello sguardo tranquillo e calmo che poco ha a che vedere con le mani nere, fatte di ombre e luci, che quasi escono dal dipinto. È come se l’occhio, con la sua compostezza che traspare dal modo in cui osserva l’esterno, riuscisse ad attirare lo spettatore, che si avvicina sempre di più, senza fare caso alle lunghe braccia scure che a poco a poco si fanno più vivide.

Opera #4e40a417
Gorlig Stig, 2013
Un volto viene svelato abbassando un telo trasparente oltre il quale il volto sarebbe di per sè già visibile.

Opera #4ee9c789
Görlig Stig, 2020

Opera #520495d8
Görlig Stig, 2023
Alberi sulla sponda di un lago, si specchiano nelle acque ferme dello specchio d'acqua. Solo tre gocce increspanno la superficie e rivelano il riflesso.

Opera #ae83ebc3
Görlig Stig, 2012

Opera #725cd1ef
Görlig Stig, 2026
Ritratto di Egon Schiele. Nella Boemia del sud nel 1910 Egon Schiele era solo un ragazzo. Görlig Stig ha immaginato di incontrarlo per farsi ritrarre dal pittore. Questo è lo sguardo che avrebbe incrociato oltre la tela posta al cavaletto?

Opera #e2c5896a
Görlig Stig, 2014
Nudo femminile senza volto
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